Giletti, “ma ci facci il piacere” (copyright, Fantozzi)

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L’anomalia di meridionali e napoletani che si dicono salviniani è ben rappresentata da una semplicei considerazione: la Lega, che osa inseguire consensi nazionali, conserva, non a caso, l’attributo “Nord” e nei raduni padani si esercita nel turpiloquio indirizzato sonoramente ai “terroni”, rivendica l’indipendenza di Lombardia e Veneto, teorizza la secessione a più riprese, dichiara che il Sud è la palla al piede del Paese. Di che meravigliarsi se nel talk show domenicale di Rai1 Salvini rilancia e insulta Napoli? Né sorprende che il conduttore del programma spalleggi il leghista e lo superi attribuendo alla città che potrebbe insegnargli civiltà e correttezza l’aggettivo “indecorosa”( tardivamente smentita e nonostante la registrazione lo confermi). Massimo Giletti è il bugiardo che afferma di essere diventato personaggio televisivo presentandosi un giorno alla Rai che lo ha assunto ipso facto guidata dal ”miracolo” di sue ignote qualità. Capito il furbetto? Sostiene che viale Mazzini per il suo caso abbia derogato dalla prassi di raccomandazioni e pressioni della politica per ottenere assunzioni di parenti e amici, portaborse e grandi o piccoli elettori. Nella sconfinata presunzione, il Giletti, ottenuta la conduzione dell’ambìto format, ha ragionato come i politici eletti al parlamento che usano a piene mani il salvacondotto dell’immunità e in aula si consentono insulti sessisti, omofobi o semplicemente indirizzati ai “nemici” di altri partiti. Di più, il conduttore, in trance di autoferenzialità, ha fatto sapere di non disdegnare la candidatura a sindaco di Milano. Con la destra. Da qualche tempo il programma domenicale della prima rete Rai è diventano piazza per comizi (appunto di destra) di Giletti, che nessun deus ex machina tra vecchi e nuovi vertici aziendali ha pensato di sanzionare per manifesta faziosità. Il caso Napoli è deflagrato sonoramente e osservate le reazioni contrapposte: Caldoro, ex presidente regionale, Forza Italia; Lettieri, ex avversario di De Magistris candidato sindaco, Forza Italia e qualche nostalgico del fascismo che milita in Fratelli d’Italia, ma ovviamente la Lega, hanno legittimato la scorrettezza di Giletti. La sinistra, de Magistris e la parte più attiva della cultura napoletana, il grillino Fico, chiedono ragione dell’insulto e sanzioni per il conduttore. Per molto meno, in tempi passati, la Rai ha sospeso o escluso dai programmi i responsabili di errori e omissioni. Basta ricordare l’ostracismo subìto da Dario Fo e Franca Rame, l’epurazione di Luttazzi, il ridimensionamento del grande Enzo Biagi. Monica Maggioni, se ci sei, batti un colpo.

 

 

IL BESTIARIO

Prosegue il motivato lamento per le storpiature dell’italiano che offendono l’Alighieri e lo sterminato esercito di suoi eredi indignati da manipolazioni della lingua. Recentissimo è lo strafalcione colto di primo mattino su Ra1. L’intervistato di turno ha tirato fuori dal repertorio di castronerie il termine “divisivo” per dire di contrasti interni ai partiti. Dedicate ad altro il vostro tempo, prezioso: il Devoto & Oli l’ho consultato io e “divisivo”non esiste.

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