Senza fine gli exploit di Tavecchio

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Il detto “Il lupo perde il pelo, non…” non è riproposto con legittima frequenza dai quiz sottoposti da Frizzi ai concorrenti dell’“Eredità”, programma preserale che anticipa il TG1 per la gioia di fedelissimi della “ghigliottina”, gran finale con suspence di un format immutato nel tempo. Il motto si addice a tanti e specialmente a Carlo Tavecchio, potente numero uno della Federazione Italiana Gioco Calcio. Tempo addietro era incappato in un paio di sortite verbali da fustigazione: “Le donne sono handicappate, incompatibili con il calcio” e l’altra, “elegantissima”, rivolta al giocatore di colore Pogbà: “Optì Pogbà, che prima mangiava banane e ora gioca nella Lazio”. Ci rifà questo personaggio incontinente, nel senso della mancanza di controllo sulle proprie opinioni, raccolte tempo fa da un giornale sportivo on line e riprese da un quotidiano nazionale. Il lupo che perde il pelo, non il vizio, definisce “ebreaccio” Cesare Anticoli, anziano personaggio sopravvissuto allo sterminio nazista che acquistò l’edificio sede della Lega Nazionale Dilettanti, poi rivenduto alla FIGC. Il presidente in questione aggiunge di non avere nulla contro gli ebrei, ma chiede di “tenerli a bada”. Ancora con la bocca piena dell’insulto, Tavecchio sbotta in un omofobico “Tenete lontano da me gli omosessuali”.

“Con una gaffe al giorno togliamo Tavecchio di torno” è il commento auspicato che si ispira a un altro famoso detto, modificato per la circostanza.

 

Nella foto Tavecchio

 

Terrorismo aereo

La Russia ha provato a distogliere l’attenzione del mondo dalla terribile verità sulle cause che hanno provocato la morte di duecento e ventidue persone di ritorno dalle vacanze egiziane con un Airbus, precipitato sul Sinai. A caldo, si è tentato di addebitare la tragedia a un guasto, in contrasto con il filmato diffuso dall’Isis che mostra l’aereo in fiamme e la rivendicazione dell’attentato. La prima smentita alla tesi russa è venuta dai centri di controllo dei voli che negano l’esistenza di sos da parte dei piloti in difficoltà. Con il trascorrere del tempo anche la compagnia dell’Airbus ammette che la tragedia non è stata causata da problemi tecnici e che il velivolo è esploso, si è spezzato in due. La constatazione alimenta la paura dei russi per possibili ritorsioni dei fondamentalisti islamici ai raid aerei sulla Siria, ma la preoccupazione si estende a mezzo mondo per la possibilità che i terroristi prendano di mira i voli di compagnie occidentali o comunque in guerra contro il Califfato.

 

 

Napoli “indecorosa?”

Rai, che tegola piove sulla testa del vertice di viale Mazzini: succede che tale Giletti, affetto da patologia cronica contratta con surplus di popolarità televisiva, da qualche tempo esercita il mestiere annullando l’obbligo di equidistanza politica dai partiti e usurpando il diritto di far politica negli spazi del talk show condotto con evidente presunzione. Spalleggiato dal tracotante razzista, che alla testa della Lega Nord (mai dimenticare l’attributo Nord del partito) non perde occasione per insultare il Sud e i meridionali, ha usato l’espressione “città indecorosa” per Napoli. Giletti non è nuovo a questi spropositi e non si capisce perché la Rai gli consenta da qualche tempo di fare politica, una politica di parte, di destra. Grave, anzi gravissimo, che lo strapagato conduttore abbia consentito a Salvini, senza contraddittorio, di vomitare insulti su Napoli e i napoletani. Cos’altro si aspetta, che Giletti apra in diretta Rai 1 la campagna elettorale per Forza Italia? L’episodio è tra l’altro un test per verificare se la presidenza del grillino Fico della Commissione di Vigilanza sulla Rai è un contentino per i Cinquestelle o una presenza capace di impedire abusi e aberrazioni come quella in danno dell’immagine di Napoli.

 

Anglofonia a gogò

Codicillo in tema di sport (si fa per dire). Rai, “Novantesimo minuto”, rubrica lontana parente di quella storica e sobria del tempo che fu: con l’aiuto della grafica, a commento dell’incontro Fiorentina-Frosinone, una schermata che simula il campo di gioco è piena di puntini gialli che rappresenterebbero le posizioni assunte dalle due squadre. Per non farsi mancare nulla e ignorando ancora una volta la ricchezza della lingua italiana il marchingegno è presentato con il suggestivo titolo di “touch map”. E chi più ne ha più ne metta.

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