Palenzona sotto inchiesta per mafia – Spetta alla Bce commissariare Unicredit

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Dopo gli arresti di Giovanni Berneschi, ex vice presidente Abi e padre padrone di Carige, le indagini per usura su alcuni importanti banchieri, l’ultimo scandalo della Banca Popolare di Vicenza di Giovanni Zonin, arrivano le indagini  sul vicepresidente di Unicredit Fabrizio Palenzona, accusato di reati finanziari aggravati dal favoreggiamento a Cosa nostra, nell’inchiesta dell’antimafia sui presunti fiancheggiatori del super latitante Matteo Messina Denaro.

La foto segnaletica di Matteo Messina Denaro

La foto segnaletica di Matteo Messina Denaro

Spulciando tra le oltre 8.000 pagine di carte dell’inchiesta sul costruttore trapanese Andrea Bulgarella e Fabrizio Palenzona, “uno dei tre uomini più potenti in Italia”, come dicono alcuni degli intercettati, dato che è vice presidente di Unicredit (dopo aver cominciato come camionista), Giorgio Meletti racconta oggi sul Fatto Quotidiano la storia di Bulgarella, trapiantato a Pisa, ritenuto dagli inquirenti un fiancheggiatore di Matteo Messina Denaro. Lui si difende dicendo che nel fascicolo della procura non c’è alcun elemento che assuma rilevanza penale e che non ha mai avuto rapporti con mafiosi. Racconta Angelo Siino, pentito, considerato il “ministro dei lavori pubblici di Cosa nostra” su Bulgarella: “Decise di lasciare il settore degli appalti nell’edilizia pubblica perché c’era troppo controllo da parte dei magistrati, si buttò nell’ edilizia privata, ma passando dalla Sicilia alla Toscana”. Siino dice ai pm che “Matteo Messina Denaro ha raccomandato Bulgarella per le forniture di cemento”. Anche un altro pentito, Giovanni Brusca, parla di Bulgarella, a proposito del contenzioso su una tonnara di San Vito Lo Capo alla quale era interessato anche Bernardo Provenzano: “Bulgarella aveva costruito un residence nella zona, e un’ altra tonnara bellissima”. A seguire gli interessi in Sicilia Occidentale di Bulgarella è sempre il cognato, Giuseppe Poma, ex vice presidente della Provincia di Trapani, che sul territorio si avvale di Franco Daidone, politico Udc.

La Banca d’Italia ha finora commissariato alcune banche solide e con i conti in ordine, come la Bene Banca Vacienna, la Banca Popolare di Spoleto, per salvare banche più amiche, non peritandosi mai di commissariare – tra le 16 in amministrazione straordinaria – banche come Mps e Carige, che avevano gestioni creditizie molto più scellerate delle altre.

Oggi con la vigilanza europea, il compito di commissariare le maggiori banche, spetta alla Bce. Vediamo quali poteri eserciterà il Presidente Mario Draghi su Unicredit, una delle maggiori banche accusata di infiltrazioni mafiose, i cui vertici (Fabrizio Ghizzoni, eletto ai vertici grazie ai suoi buoni uffici) non solo hanno minimizzato sul ruolo di Palenzona, ma lo hanno anche difeso.  Non è arrivato il tempo, dato che dal 1 gennaio 2016 saranno azionisti, obbligazionisti e depositanti a dover pagare per crac e dissesti bancari e per l’omessa vigilanza i gravissimi errori nella gestione del credito e del risparmio?

 

 

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