APPALTI ANAS 2006-2008 OGGI GLI ARRESTI. COME MAI Il MINISTRO DI PIETRO NON VEDEVA ?

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Anas nella bufera. Una maxi inchiesta della procura di Roma, dopo un massiccio lavoro della Guardia di Finanza (Operazione Dama Nera), ha portato all’arresto di dirigenti a funzionari Anas, imprenditori coinvolti in grossi appalti taroccati, nonché Luigi Meduri, sottosegretario al ministero delle Infrastrutture nel periodo sotto i riflettori degli inquirenti, 2006-2008, secondo governo Prodi. Ecco l’allora compagine di governo: ministro Antonio Di Pietro; vice ministro Angelo Capodicasa, sottosegretari il calabrese Luigi Meduri e il napoletano Tommaso Casillo. Una carriera in politica, quella di Meduri, uno dei Mille all’assemblea costitutiva del Pd, presidente della Regione Calabria dal 1999 al 2000. Lasciata la politica – sottolineano gli investigatori – si è trasformato in “faccendiere”, procacciatore di affari per imprese a caccia di appalti, soprattutto per infrastrutture stradali.

Ma ecco qualche dettaglio sull’operazione, come battono le prime agenzie. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dalle Fiamme gialle ed emesse dal gip del tribunale di Roma. Le ordinanze stesse sono scattate “sulla scorta degli elementi di reità acquisiti nel corso delle indagini svolte dagli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, coordinati dalla procura”. Pesantissimi i capi d’accusa: associazione a delinquere, corruzione e anche voto di scambio. A quanto pare, infatti, gli appalti sarebbero serviti in parte anche a “pagare” l’acquisto di grossi pacchetti di voti in occasione delle ultime amministrative, 2014, in Calabria.

In quegli anni l’Anas era guidata dall’eterno Pietro Ciucci, il cui “regno” incontrastato ha avuto termine solo a inizio 2015.

Alcuni interrogativi sorgono spontanei. Come mai solo adesso vengono alla luce quegli scandali Anas, costati alle casse dello Stato miliardi a palate, indirizzando gli appalti verso le imprese amiche, stravolgendo le minime regole di mercato? Come mai qualcosa è sfuggito all’occhio vigile del ministro Di Pietro, ex pm di razza capace di fiutare anche “l’odore” della corruzione e grande esperto proprio sul terremo delle “portappalti”? Come mai la magistratura arriva solo oggi, a parecchi anni dai fatti? Eppure non poche inchieste erano aperte, proprio nello stesso periodo, sul fronte appalti Anas. Due in particolare condotte dalla procura di Milano: protagonisti i pm Giovanna Ichino e Corrado Carnevali (operazione Robin Hood) per la prima, Fabio Napoleoni e Claudio Gittardi per la seconda. Di tutto e di più, in quelle indagini e carte bollenti. La seconda, in particolare, poteva valersi delle minuziose ricostruzioni di uno che gli affari di casa Anas li conosceva molto bene, Antonio Lombardi, un funzionario Anas che più volte ha denunciato sprechi, affarismi e appalti truccati. Che fine avranno mai fatto quelle inchieste? Come mai, anche quando i buoi sono scoperti a razzolare, non vengono fermati in tempo e si interviene regolarmente quando i danni sono ormai irreparabili?

La Voce, proprio nel 2007, ha scritto tre grosse inchieste sulla malagestione Anas, dettagliando affari & appalti più che sospetti e segnalando le “distrazioni” ministeriali. Ma era il tempo di Ciucci, Asini e Vacche grasse….

 

 

Nella foto l’ex presidente Anas Piero Ciucci e, a destra, l’allora ministro Antonio Di Pietro.

 

PER APPROFONDIRE

leggi le inchieste della Voce sull’Anas qui

ANAS maggio 2007

ANAS luglio 2007

ANAS dicembre 2007

 

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