Il governatore Visco deve essere destituito. Il j’accuse di Adusbef sui tanti buchi neri di Bankitalia

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Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco – nonostante la patetica ‘non conoscenza’ o ‘insaputa’ dell’ufficio stampa di Bankitalia – è  da settembre scorso indagato, assieme a sette amministratori e vigilanti della Popolare di Spoleto, dalla Procura di Spoleto  per reati gravissimi quali: “corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio”,  “truffa”,  “abuso d’ ufficio”, “infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità”.

Come si legge dalle carte, il PM di Spoleto Gennaro Iannarone  ha elencato i fatti criminosi negli articoli 319 del Codice di procedura penale (corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio), articolo 323 (abuso d’ufficio), articolo 640 (truffa), a carico di Ignazio Visco, tre commissari nominati da Bankitalia (Giovanni Boccolini, Gianluca Brancadoro e Nicola Stabile), i tre componenti del comitato di Sorveglianza (Silvano Corbella, Giovanni Domenichini e Giuliana Scognamiglio), l’attuale presidente della Banca Popolare di Spoleto  e vice presidente di Banco Desio e della Brianza Stefano Lado.

Tale ultima scandalosa vicenda di una Banca d’Italia asservita agli interessi di ‘banchieri amici’, che commissaria con atti di imperio banche con i conti in ordine, come la Bene Banca Vacienna, per tentare di salvare la Banca Popolare di Vicenza ed il presidente Zonin dalla galera per una gestione criminale del credito, rappresenta un grave pericolo  per la tutela del risparmio garantita dall’articolo 47 della Costituzione, ed è solo l’ultimo anello di una lunga catena di dissesti e crac bancari addossati ad azionisti, obbligazionisti e depositanti di un sistema bancario che taglieggia, con costi di gestione elevati, gli utenti dei servizi bancari.

“All’insaputa” di Bankitalia e del Governatore Visco, in rapida successione, si sono verificati gli scandali di Cariferrara (con il suicidio dell’ex dirigente Paolo Bonora del 28 luglio 2015); gli allegri fidi della Banca Popolare dell’Etruria, con crediti dubbi alla clientela per 1,69 miliardi di euro, pari al 22,9%,  e  770 milioni di euro di sofferenze;  il pizzo del 5% su prestiti, mutui e fidi che Banca Marche concedeva allegramente ad amici e compari; la Banca Popolare di Vicenza, che  gonfiava il valore delle azioni fino a 62,50 euro obbligando con metodi estorsivi a diventare azionisti, con 1 miliardo di euro su 4 impegnato per tale illegale pratica; il Monte dei Paschi di Siena che gonfiava i bilanci con derivati Santorini ed Alexandria spendendo ben 17 miliardi per acquisire Antonveneta, pagata pochi mesi prima 6 miliardi di euro (e lo strano ‘suicidio’ di David Rossi); la gestione criminosa di Carige con l’arresto del vice presidente Abi Giovanni Berneschi, l’ex amministratore di Carige Vita Fernando Menconi ed altri cinque che sottraevano ingenti  somme attraverso le acquisizioni di immobili e partecipazioni societarie a prezzi gonfiati, accusati e processati  anche per associazione a delinquere, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, esportazione illecita di denaro all’estero.

L’arroganza di Bankitalia, un soggetto socialmente pericoloso, la comprovata illegalità anche nel commissariamento della Banca Popolare di Spoleto, annullata da ben due sentenze del Consiglio di Stato, ma proseguita come se le leggi non riguardassero mai i mandarini di Palazzo Koch, le decisione degli otto incriminati (oggetto di denunce penali contro il Governatore Ignazio Visco, i commissari Giovanni Boccolini, Gianluca Brancadoro, Nicola Stabile, Silvano Corbella, Giovanni Domenichini, Giuliana Scognamiglio, Stefano Lado, che hanno ridotto a zero il sudato investimento dei 21.000 soci della Banca Popolare di Spoleto con danni quantificati tra 300 e 350 milioni di euro), devono indurre il premier Matteo Renzi ad una immediata destituzione del Governatore Ignazio Visco, per il grave pericolo che corrono dal 1 gennaio 2016 azionisti, obbligazionisti e depositanti attraverso il meccanismo del bail- in, con Bankitalia inidonea a tutelare il pubblico risparmio.

 

Nella foto Ignazio Visco

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