Perchè è necessario mantenere il Senato

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Uno dei maggiori politologi dell’era moderna, Alexis de Tocqueville, affrontò con chiarezza il problema della coesistenza di Camera dei deputati e Senato. E disse: «Il potere legislativo dello Stato è affidato a due assemblee, il Senato e la Camera dei deputati». «Il Senato è di solito un corpo legislativo, salvo e divenire anche un corpo amministrativo, concorrendo alla scelta dei funzionari, e giudiziario, pronunciandosi su alcuni reati politici». «I membri delle due Camere sono sottoposti quasi ovunque alle stesse condizioni di eleggibilità. Gli uni e gli altri sono eletti allo stesso modo e dagli stessi cittadini» (Tocqueville, Democrazia in America).

E ancora. «L’unica differenza tra loro consiste nel fatto che il mandato dei senatori di solito è più lungo di quello dei rappresentanti. Questi ultimi restano raramente in carica più di un anno, quelli ordinariamente due o tre anni». 
«Dividere il potere legislativo, rallentare così il movimento delle assemblee politiche e creare un tribunale di appello per la revisione delle leggi, questi sono i principali vantaggi che risultano dall’attuale costituzione bicamerale degli Stati Uniti». 
«Il tempo e l’esperienza – prosegue Tocqueville – hanno insegnato agli Americani che, anche riducendosi a questi soli vantaggi, la divisione dei poteri legislativi in due assemblee è ancora una necessità di prim’ordine».

«Il presidente Franklyn – scrisse Tocqueville – trascinato dalle conseguenze logiche della sovranità del popolo, aveva stabilito un’unica assemblea. Ma ben presto si fu costretti a modificare la legge e costituire le due camere. Il principio della divisione del potere legislativo ricevette così la sua ultima consacrazione; si può considerare ormai una verità dimostrata la necessità di suddividere l’azione legislativa tra due corpi. Questa teoria, pressoché ignorata nelle repubbliche antiche, introdotta nel mondo quasi per caso, come la maggior parte delle grandi verità, misconosciuta da diversi popoli moderni, è infine divenuta un assioma della scienza politica moderna». (Tocqueville, Democrazia in America).

Ed io aggiungo: se si vuole riformare e realizzare una riduzione della spesa, basta ridurre il numero di senatori e deputati.

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