Mazziotti, Berlusconi e la spada piantata nel cuore dell’Italia

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Ci scrive Gerardo Mazziotti, urbanista e premio internazionale di giornalismo civile.

«Signori Magistrati e Signori Giornalisti, dopo la condanna a 7 anni di reclusione e alla interdizione perpetua dai pubblici uffici per concussione e prostituzione minorile ( la stessa che stanno scontando in carcere Totò Cuffaro e Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa) e dopo l’assoluzione in Corte d’Appello e in Cassazione per non aver commesso i fatti credete proprio che agli italiani interessi sapere se Silvio Berlusconi “ ha corrotto nel 2012 due ragazze allora nella lista dei testi del processo Ruby e del Ruby-bis a Fede-Mora-Minetti” ? Credete davvero che con tutti i loro gravi problemi esistenziali gli italiani sono interessati a seguire un processo Ruby-ter piuttosto che vedere i magistrati impegnati nella riduzione dell’arretrato penale di 3,5 milioni di processi che, secondo l’alto magistrato Bruno Tinti autore di “Toghe rotte”, sono destinati a concludersi per prescrizione nel 95% dei casi ? A me, che sono uno degli italiani preoccupati dalla disoccupazione, dalla drammatica crisi economica, dal malgoverno della cosa pubblica e dal dilagare della criminalità organizzata, le vicende giudiziarie del signor Berlusconi sono venute a noia. Che Iddio vi illumini».

Gerardo Mazziotti

Gerardo Mazziotti

Come sempre Gerardo Mazziotti coglie con lucidità inarrivabile la spada conficcata nel cuore del nostro Paese. Che si chiami Berlusconi, Esposito o Rossi, l’epopea giudiziaria inflitta ad un ex primo ministro che per molti anni ha rappresentato il nostro Paese all’estero, oggi culminata nel ridicolo dei Ruby Ter, quater e chissà quant’altri, ha impartito una dura lezione a chiunque dovesse provare, in Italia, a mettere in discussione l’egemonia del potere giudiziario su quello legislativo ed esecutivo, alla faccia di quell’equilibrio dei poteri previsto dalla Costituzione antifascista per bandire lo spettro della dittatura.

La nuova dittatura è quella che stiamo vivendo, con una casta di giudicanti ingiudicabili che, attraverso le esemplari punizioni inflitte ad un ex premier, è stata capace di paralizzare il parlamento e, con esso, la volontà popolare.

Gli eletti dal popolo erano stati delegati dai cittadini ad emanare le leggi in difesa dei principi di uguaglianza, di libertà e democrazia. I magistrati erano tenuti ad eseguire le leggi emanate dalle assemblee degli eletti dal popolo. Doveva essere così. Ma dopo la lunga agonia giudiziaria somministrata a Berlusconi, è chiaro che così non sarà mai più. Perché qualsiasi primo ministro, qualsiasi deputato o senatore che dovesse nuovamente proporre riforme finalizzate a limitare i privilegi o il potere della classe giudiziaria rischierebbe, se gli va bene, di ricevere il giorno dopo un avviso di garanzia, per sé o per i suoi. Lo sanno. E non ci provano più. Per non fare la fine di Berlusconi.

 

Nella foto in alto Silvio Berlusconi

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Un commento su “Mazziotti, Berlusconi e la spada piantata nel cuore dell’Italia”

  1. Ernesto Scura ha detto:

    Caro Gerardo,
    ti ho cercato tante volte,inutilmente,per complimentarmi con te subito
    dopo aver letto una tua lattera a Paolo Granzotto che,di buon grado,
    pubblcava su “il gornale” con un sapido e gustoso commento.
    È stata l’unica volta che una lettera a Granzotto è stata meglio delle
    riisposte di Granzotto..
    Ti devo ringraziareperauella lettera in cui spiegavi con dovizia di
    Particolari la beffa di Picasso con la sua Guernica.
    Sapevo che Icasso era un marpione comunista col cuore a sinistra ed il
    Portafogli a destra,ma che arrivasse ,con l’aggiunta di una semploe lampadina a far fesso Stalin ed intascare milioni di pesetas.
    Quando capiti a Corigliano,cercami,ti voglio abbracciare.Fallo tramite
    Tonino (spero abbia la tua freschezza mentale))
    Ho nove anni meno di te ma mi riconosco perfettamente in tutto ciò
    che scrivi..Un cordiale saluto,Ernesto Scura

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