GLI INSULTI DI MISTER RENZI E GLI STUPORI DELLA STAMPA INGLESE

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Ricordate i clamorosi autogol alla Comunardo Niccolai? Non li rammenterà certo il premier Renzi, allora neanche in fasce. Ma visto che di paragoni sportivi se ne intende, sfogliando lo storico album Panini potrà capirci qualcosa. La performance, stavolta, va allo stadio in Inghilterra, dove rimbalzano ancora le feroci critiche al premier Matteo per un’invasione che neanche nei campetti delle periferie “sgarrupate” di Secondigliano, il bronx di Napoli. E capace di far insorgere – come un sol uomo, si diceva una volta – tutti i media inglesi, anche i più tories e conservatori che mai.

Ecco i fatti. Alla “storica” (sic) riunione Pd sulla drammatica (ri-sic) spaccatura per via della riforma (tri-sic) Boschi sul Senato, il premier-segretario-padrone ha cominciato volando alto, altissimo, partendo dai nuvolosi cieli esteri. Eccoci in Grecia, dove “sto Varufakis se lo semo tolto di mezzo”. Dismesse le auliche frasi imparate e lavate in Arno, ora sor Matteo sciacqua i piatti nel Tevere e mette a posto il Checco Zalone delle finanze greche. E usa anche i proverbi d’un tempo, dando prova di illuminata saggezza: “chi di scissione ferisce di scissione perisce”.

Ma il meglio di sé, mister Renzi, riesce a darlo bacchettando, come il maestro fa con l’alunno scemo, il neo leader del Labour Party, fresco di primarie col 60 per cento e passa dei suffragi, Jeremy Corbyn. “Parole senza precedenti”, “mai ascoltate”, veri e propri “insulti”, secondo il sempre controllato Guardian. “Un attacco aspro e insolito”, secondo il moderatissimo Financial Times, “perchè i capi di governo sono di solito attenti ad attaccare leader di opposizione con i quali potrebbero in teoria dover trattare in futuro”.

Ma cosa mai aveva detto speedy Renzi? Ecco alcune “riuscite” battute, letteralmente riportate dal Guardian. Con l’elezione di Corbyn, è il Matteo pensiero, “al Labour piace perdere”. Poi: “Penso che oggi David Cameron sia il più felice”. E ancora: “l’ultimo chiamato il Rosso (Red nel testo, ndr) è stato Ed Miliband, che ha preso un bel ceffone in faccia da Cameron. Io non penso che gente che intende uscire dalla Nato voglia vincere le elezioni”. Lezioni da maestro.

Ma è sul versante sportivo che, ancora una volta, il nostro primo ministro riesce a garantire le più efficaci, e spettacolari, prestazioni. Ecco il primo affondo, tanto per insegnare come si fa politica agli imbecilli oltremanica: “Volete andare alle elezioni come si va alle Olimpiadi, per vincere o per partecipare?”. Forse troppo scontato. Ed ecco il colpo a sorpresa che mai t’aspetti, da grandissimo esperto del basket a stelle e strisce, anche nei suoi aspetti meno esplorati. Così racconta il Guardian: “Ha perfino paragonato il Labour al Washington Generals, la squadra che gioca da una vita contro gli Harlem Globetrotters e perde sempre”. Compresa la lezione, fessi d’Albione? Altrimenti mister Renzi fa un salto a Londra e la spiega nel suo perfect and fluent english. Understood? Capito, bloody idiots?

 

nella foto, Matteo Renzi

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