“GENDER”, IL TABU’ DELLA GIANNINI

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A innescare la crociata anti “gender”, capitolo innovativo e coerente con il nuovo che permea l’età di apprendimento delle nuove generazioni in tema di consapevolezza sessuale, è stato, come dimenticarlo, il sindaco di Venezia, uno che dovrebbe affiancarsi a linguisti e sociologi per evitare cadute vertiginose nell’ignoranza e nell’uso improprio dell’italiano di cui sembra essere a digiuno. Brugnaro ha “guadagnato” pagine di giornali e attenzione televisiva per aver ordinato di ritirare da tutte le scuole i testi redatti per avvicinare gli alunni alle grandi e importanti questioni del rapporto con il sesso, dei diritti paritari tra coppie tradizionali e unioni tra persone dello stesso sesso, del rispetto per l’altro, a prescindere se etero o omosessuale, contro gli stereotipi dell’uomo macho e della donna oggetto, contro ogni discriminazione, contro il bullismo. Il tema, interpretato con evidente faziosità dal mondo del fondamentalismo conservatore e strumentalizzato con accenti anacronistici da terrorismo, ha toccato la parte dell’opinione pubblica ultra tradizionale con argomenti da santa inquisizione, devianti e come scrive Michela Marzano su Repubblica aberranti, come la tesi che il “genere” insegnerebbe la masturbazione in età infantile. Si appropria della contestazione nientemeno che il ministro dell’Istruzione, la signora Giannini e minaccia (sic) di querelare chi sostiene la contiguità tra “Buona Scuola” e “gender”. La crociata di Brugnaro, lo stesso che aveva negato al gay pride di svolgersi a Venezia, ma costretto a far marcia indietro dalla determinazione delle associazioni di omosessuali, riceve consenso e avallo ministeriale dalla cattolica e, forse, fanaticamente pia Giannini: come era facile prevedere, la presenza bacchettona nella formazione del governo Renzi (ministri e sottosegretari di provenienza Dc) emerge ogni volta che nel Paese è in gioco il superamento di pregiudizi e retaggi di conformismo conservativo. Ne ha consapevolezza la quota di minoranza del Pd impegnata per ottenere un’urgente sterzata a sinistra dei democratici ed estranea al correntismo per il potere di chi contesta Renzi per defenestrarlo e usurpare la leadership del partito.

Nella foto il ministro Giannini

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