MUOVERSI, NON COMMUOVERSI, CON UNO SPRINT RENZI BATTE DON CIOTTI 4 A 3. E POI ARRIVA CONAD…

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Repetita iuvant, dicevano. Oppure, gutta cavat lapidem. Ne hanno fatto gran tesoro sia il premier Matteo Renzi che don Luigi Ciotti i quali hanno ingaggiato un emozionante duello a distanza: chi riesce a ripetere di più lo stesso ritornello. Per entrare nel cuore pietrificato degli italiani (europei certo non esclusi) e spingerli a una concreta solidarietà: “muoversi, non commuoversi” è il nuovo imperativo morale, con piccole variazioni sul tema.

La singolar tenzone è ora all’apice, ma trova i suoi esordi nel lontano marzo 2013, quando arrivato a Scandicci, vicino Firenze, per celebrare “La giornata della memoria” delle vittime di mafia, il fondatore di Libera ammoniva: “commuoversi non basta, è arrivato il momento di muoversi”. Segue il tema sempre don Luigi, stavolta a Manfredonia, 27 marzo 2014. Bisogna coltivare progetti comuni di solidarietà, ricorda, “non basta commuoversi, occorre muoversi”.

Tanto per assicurarsi l’indiscusso copyright, l’infaticabile prelato antimafia torna sul gingle per il terzo anno consecutivo. Poche settimane fa, in pieno agosto, al “Favignana incontri” ribadisce il concetto, affinchè penetri una volta per tutte anche nei cuori più induriti: “non basta commuoversi, bisogna muoversi”.

Ma ecco lo spirito guerriero del premier irrompere sulla scena, il “fare” dispiegarsi in tutta la sua potenza. Esordio di fine agosto sul Corriere della Sera: “L’Europa deve smettere di commuoversi e iniziare a muoversi”. Saranno queste le parole – sono in molti a chiedersi – che hanno sciolto il cuore d’acciaio di frau Merkel? Più che probabile.

Il nostro primo ministro, ovviamente, batte il ferro (e l’acciaio) quando è caldo, bollente. 4 settembre, dopo aver incontrato il premier maltese, a Firenze il suo cuore tutta concretezza detta la notizia alle agenzie: “L’Europa non si può solo commuovere, si deve muovere”.

E’ ormai un crescendo rossiniano. Passa giusto una settimana e l’11 settembre, anniversario delle Torri Gemelle, in una lettera a Repubblica colpisce ancora: “sul tema dell’immigrazione non basta commuoversi, bisogna muoversi”.

Ormai è un fiume in piena, l’Arno impetuoso gli scorre per le vene e con gli occhi ancora pieni dei lungolinea della Pennetta e la mente ancora intorpidita dal jet lag, di ritorno da New York ispira la sua immancabile newsletter: “non basta commuoversi, è il tempo di muoversi”. Ormai, il pilota automatico è inserito. E lo stesso giorno, appena sbarcato, ribadisce: “siamo stanchi dei minuti di silenzio. Non è più il tempo di commuoversi, ma di muoversi”.

Qualcuno, però, potrebbe alzare il dito ed elevare una piccola protesta del tipo “io l’avevo già detto!”. Mesi fa sulla rivista MenteCritica venne pubblicata la missiva di una lettrice, che voleva far proseliti intorno alla sua frase simbolo, lo slogan da propalare a tutti, il motore della sua vita: “Muoversi e non commuoversi”. Abbiamo scoperto una reperto ancora più antico, risale al 2005, da un’idea di Sofia Bergonzani. Idea che si è tradotta in una onlus di Parma, “Muoversi, non commuoversi”, appunto. Per rimboccarsi le maniche e evitare i soliti bla bla.

Ma vuoi vedere che l’ultima campagna Conad, la novità dopo gli ossessivi mesi della sveglia notturna di marito e moglie con “i prezzi più bassi e la qualità migliore”, l’ha ispirata proprio Renzi? Fra “compagni” (sic) si fa questo ed altro. Ecco il leit motiv made in Conad: “Comprendere prima di vendere”. Cin cin.

 

Nella foto, il premier Renzi scende dal nuovo aereo presidenziale

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