LO STRATEGA ALFANO INVIA UN ESERCITO DA 50 PER BATTERE LA CAMORRA. TANTO NAPOLI E’ SICURA…

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Napoli far west, media di un ammazzato al giorno, week end da primato con due morti, fra cui un sedicenne. Un paio di giorni prima trucidato l’ucraino che aveva cercato di difendere la cassiera di un supermercato. Sparatorie da un quartiere all’altro, kalashnikov a tutto spiano. Gang scatenate.

Ma ecco che il Nembo Kid AngelinoAlfano interviene con un provvedimento eccezionale che cambia d’un colpo le sorti della città. Invia a Napoli 50 uomini. Sentito bene, 50. Agenti speciali, 007, uomini di intelligence, i novelli De Niro e Al Pacino fiondati nel Bronx? Ben altro. “Non uomini qualsiasi, ma poliziotti e carabinieri”, viene precisato dal Viminale. Un miracolo, perchè si era diffusa la voce di un plotone molto speciale in arrivo all’ombra del Vesuvio, fifty fifty alpini e giovani marmotte. “Abbiamo risposto alle sollecitazioni che vengono dalle istituzioni cittadine”, viene precisato, dopo l’appello di sindaco e prefetto.

Ma il primo cittadino de Magistris appena un paio di giorni prima aveva provveduto a buttare acqua sul fuoco. “Non condivido le posizioni di chi parla di emergenza sicurezza”. E poi: “Napoli non è meno sicura di Milano, Roma o altre grandi città del mondo. Ha problemi di sicurezza come tutte le altre grandi metropoli”. Ad esempio New York, che ha da poco visitato andando a trovare il sindaco De Blasio, profittando per fare un giro tra i pizzaioli della Grande Mela. Freschissima, giorni fa, un’altra visita eccellente al primo cittadino a stelle e strisce: dopo le sommozzate nell’Oceano, è passato da lui, prima di volare per Roma, il sindaco Ignazio Marino: che l’avrà sicuramente aggiornato sulla salute del Colosseo e sulla pavimentazione dei Fori Imperiali.

E sulla situazione stradale, non proprio ottima a Napoli, lo stesso de Magistris, di ritorno, commentò: “New York sta come noi”. E tutte e due come Baghdad. A proposito, il paragone con la capitale irachena affiora sempre più spesso nei commenti di cittadini esasperati per il livello di criminalità ormai al top (la Voce, comunque, già una dozzina d’anni fa – e qualche sindaco fa – realizzò una cover story: “Napoli come Baghdad”).

Sul versante criminale, rassicura il sindaco arancione: “Abbiamo fatto dei passi in avanti. La camorra non è più padrona dei territori della città, ci sono realtà importanti, associazioni. E, soprattutto, la camorra è fuori dalle istituzioni e dai palazzi della politica, mentre non è così in altre città del Paese”. Forse non si accorge, il sindaco, del vastissimo hinterland partenopeo, dove pullulano comuni sciolti per mafia, in fase di scioglimento, o sotto monitoraggio. Da brivido le ultime statistiche, appena il 20 per cento dei comuni – fino ad oggi – indenne da ombre di camorra (per ora).

E del capillare controllo economico, ormai, del territorio da parte della camorra: per fare un solo esempio con i massicci investimenti (tanto per riciclare meglio) nei supermercati, che spuntano come funghi e anche un bambino sarebbe in grado di capire che non si tratta di “libera impresa” e “libero mercato”.

Ma un altro elemento fa venire i brividi. Quel mutamento antropologico, quella gomorrizzazione crescente di tanti giovani, umanoidi senza volto, un ghigno, un tatuaggio continuo, una cresta. Solo Pier Paolo Pasolini aveva tragicamente immaginato e anticipato simili mostruose mutazioni.

Ma per lorsignori “non c’è problema”: c’è o mare, ‘o sole e ‘a pizza.

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