Noi emigranti

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New York, Stati Uniti: nello spazio dove si erge il simbolo della libertà, con la statua omonima, un grande locale della Ellis island ospita la storia collettiva e personale dei migranti italiani che con valigie di cartone e la forza della disperazione sbarcarono in America in cerca di lavoro. Nel museo dell’emigrazione italiana un numero impressionante di nomi e volti testimoniano il grande esodo dal nostro Paese, in ginocchio per fame e stenti. Suggeriamo alla strana copia Grillo-Salvini di visitare quel museo della memoria. E’ quasi certo che nell’archivio troveranno decine o centinaia Grillo e Salvini, partiti dall’Italia per non tornarci più. Sconcerta la sintonia del leader di 5Stelle con il leghista, la comune scelleratezza che spinge il primo a rispedire i migranti “senza diritto di asilo” nei loro Paesi di provenienza, dove li aspetterebbero violenze, fame e miseria e il secondo a tifare per il respingimento in mare degli esuli, destinati a morte certa e a trasformare il Mediterraneo in un cimitero senza lapidi. Salvini, che osa contestare la pietas di papa Francesco, si lascia andare a una nuova provocazione con la proposta di ospitare in Vaticano gli emigranti. Contro l’ideologia dei due personaggi, Orfini, presidente del Pd ricorda che gli sciacalli sono sempre a destra (Grillo lo intenda) e Gentiloni, ministro degli Esteri commenta così: “Chi spaccia demagogia non risolverà mai niente”.

 

Nella foto la grande sala di Ellis Island museum

 

 

Femminofobia repubblicana

Strano Paese l’America: a slanci innovatori (Obama) e grandi passi in avanti in tema di diritti civili, si contrappongono centrali di potere (petrolieri, multinazionali farmaceutiche, fabbricanti di armi e politici di destra) che si oppongono a ogni cambiamento positivo. La discrasia è frutto delle due anime che convivono conflittualmente nel pianeta della politica, di democratici e repubblicani schierati su fronti aspramente contrapposti. In vista del ricambio alla Casa Bianca i due soggetti competitori esibiscono i rispettivi candidati e tra questi anche soggetti atipici: lo è certamente il plurimiliardario Donald Tramp, autocandidato dei repubblicani, noto per posizioni omofobe, classiste, razziste, e da ultimo maschiliste in forme estreme. Intervistato dalla rete televisiva Cnn, ha dichiarato che l’aggressività della giornalista Megyn Kelly, durante un dibattito su Fox News, sarebbe dipesa da uno stato di nervosismo causato dalle mestruazioni in atto. Conseguenza? Gli è stato revocato l’invito alla serata di chiusura di un importante club di Atlanta per aver superato la misura, come hanno spiegato l’organizzatore dell’evento (conservatore) e la sola donna candidata per i repubblicani.

 

 

Più genio di Einstein

Chissà che il caso di Nicole Barr non sia più determinante di mille riflessioni, convegni e dibattiti in direzione della tolleranza per le minoranze etniche: la ragazzina, dodici anni, di una famiglia nomade (i vituperati rom), sottoposta al test sul quoziente di intelligenza è risultata più genio di Einstein, distanziato di ben due punti. Nicole entra nell’élite delle cento persone più intelligenti del mondo e i genitori giudicano la condizione della figlia merito della comunità gitana. Esagerano? Può darsi ma è fuori di testa chi al contrario disistima i rom o addirittura li considera esseri inferiori.

 

 

Allerta anti Isis

Il tempo dell’apparente tregua del terrorismo, che coincide con l’intervallo tra un attentato e il successivo, induce i Paesi di potenziali obiettivi sensibili a rilassarsi, a ritenere che le misure preventive siano completamente rassicuranti e che il pericolo sia stato sventato in via definitiva. E’ un’evidente illusione, smentita in questi giorni dalla rivelazione di un giornale inglese che svela l’esistenza di un piano dei terroristi Isis per un attentato alla regina Elisabetta d’Inghilterra, scoperto dai servizi segreti inglesi. La data dell’attentato coinciderebbe con le manifestazioni del quindici agosto, a cento anni dalla prima guerra mondiale, a cui dovrebbe partecipare anche il principe Carlo. La regina ha intanto espresso la volontà di presenziare alla celebrazione per i caduti.

 

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