Obama, l’ecologista, seppure tardivo

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Per nulla confortante la previsione degli esperti che, dopo il recente disastro di Firenze, per il futuro italiano del clima pronosticano nuovi e altrettanto catastrofici eventi alluvionali: insomma bombe d’acqua, tifoni, nubifragi. Il mondo assiste con cinica indifferenza ai mutamenti meteo e tra i più colpevoli inquinatori occupano i primi posti della classifica negativa i big del mondo, la Cina e gli Stati Uniti per intenderci, detentori di immensi comparti industriali con livelli terrificanti di smog. Per fortuna il coraggio di Obama (nella foto) sfida gli interessi “sporchi” dei repubblicani, cinghia di trasmissione delle imprese americane “pesanti” e annuncia l’abbattimento del 30 delle emissioni nocive entro il duemilatrenta.

A Firenze, nella notte tra il primo e il giorno due di agosto, in 45 minuti sono caduti quasi cinquanta millimetri di pioggia e oltre sessantamila fulmini: case scoperchiate, centinaia di alberi abbattuti dal vento. Colpa del gas serra denunciano gli esperti e la Toscana ne è coinvolta. Firenze è al lavoro per restituire normalità alla città colpita da un tornado devastante e lo fa con storica solerzia, sperimentata nel 96, quando fu investita da fiumi di acqua e detriti. Fu prezioso il contributo dei volontari, giovani accorsi da tutta l’Italia per salvare il patrimonio artistico di Firenze e li chiamarono opportunamente “angeli del fango”. In questa fase di emergenza della città il “miracolo” si ripete e stavolta tra i volontari si distinguono i giovani immigrati, “angeli neri” che rispondono lavorando, ovviamente gratis e con slancio generoso, all’ospitalità che li sottrae al dramma dei loro Paesi. Il significativo esempio di solidarietà è un esplicito messaggio al razzismo leghista e a quanti contestano il dovere dell’Europa e dunque dell’Italia di dare asilo a chi lascia la propria terra in cerca di pace e lavoro.

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