In tre minuti – Alitalia ciao ciao…

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Ciao, ciao Alitalia!

Alcuni addetti ai lavori sostengono che una compagnia aerea, per motivi insindacabili, può cambiare aereo rispetto a quello prestabilito per un certo percorso. Diamo per buono questo diritto, ma escludiamo episodi di veri abusi che non possono rientrare nella facoltà delle compagnie. Un caso recentissimo è datato 27 luglio 2015, ovvero è accaduto ieri. Viaggio Malaga-Napoli con scalo a Roma. A Fiumicino ci imbarcano su un Atr ad elica della Etihad Regional, velivolo da archeologia di settore, vetusto, con spazi per pigmei e soprattutto incompatibile con il peso dei bagagli da imbarcare nella stiva per incapacità a sopportarne il peso. Decisione Alitalia: quattordici valigie devono restare a Fiumicino e ce ne accorgiamo a Napoli dove non arrivano. Addetti ai lavori confessano candidamente che si sapeva da Roma che non li avrebbero imbarcati. Ma al momento di pagare il biglietto Napoli-Roma-Malaga e ritorno non ci è stata prospettata l’ipotesi di una tratta con un aereo diverso dal jet Alitalia, di piccola taglia, a elica e impossibilitato a trasportare tutti i bagagli dei passeggeri. Se questa è la qualità della partnership Etihad-Alitalia ne vedremo delle belle e per prossimi voli la scelta ricadrà su compagnie più corrette.

 

  

Amnésia, poco prezzo, alto rischio

La maggior parte di padri e madri responsabili dialogano con argomenti appropriati con i figli adolescenti, esposti al pericolo di cadere nel buco nero, talvolta letale, delle droghe e dell’alcol. Spesso, non sempre, le motivate ammonizioni a starne lontani sono vincenti e i ragazzi escono dall’età a rischio senza danno. L’insidia è però subdola e si avvale di strategie coercitive. Una ragazzina nella condizione obnubilante della “cotta” per un coetaneo è emotivamente esposta alla proposta di “provare” l’ “ebrezza” di una pillola eccitante, o capace di euforia con scarsa tenuta della coscienza attiva; in gruppi di ragazzi che si drogano può sembrare umiliante rifiutare di associarsi a eccessi di alcol e assunzione di droghe. C’è poi la cinica spregiudicatezza degli spacciatori che inventano tattiche persuasive per vendere la “roba” e se ne infischiano se misture micidiali rovinano la salute dei loro vulnerabili clienti. Un tempo la piaga della droga era provocata dalla dipendenza dall’eroina e più tardi dalla coca mentre i più giovani si accontentavano dello “spinello”: trafficanti e spacciatori hanno progressivamente deviato i loro sporchi affari su droghe meno costose, perciò alla portata dei giovanissimi, ma con conseguenze micidiali. E’ il caso recentissimo di una studentessa sedicenne e di due ragazzi appena maggiorenni vittime della cosiddetta amnèsia , un terribile composto di marijuana scadente, metadone, eroina e di un acido delle batterie di auto. Risultato? Perdita della memoria, mancanza di concentrazione, ansia e sconquassi psichiatrici, effetti neurologici irreversibili, difficoltà motorie. Dietro tutto questo c’è la criminalità organizzata, camorra in testa, con i suoi luoghi suburbani di spaccio (Scampia) e la politica dei prezzi che conta sul numero di consumatori offrendo le dosi di “amnèsia” a soli cinque euro. Ma la rete tesa a catturare giovani consumatori si estende anche alle aree ben frequentate della città, a locali dove si eccede nel bere e dove ci si rifornisce di droga.

 

 

 

 

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