E’ NAPOLI COPERTA, DALLO STADIO A PALAZZO REALE. GESU’, FATE LUCE

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Napoli sotto copertura. Succede con la maxi impalcatura che oscura il cielo per chi arriva via ferrovia e si trova imprigionato in oscene tubature metalliche in piena piazza Garibaldi. Succede per chi voglia visitare il cuore della città, trovando un Palazzo Reale orrendamente ingabbiato, da mesi ormai tutta la facciata fino al teatro di San Carlo. E succede con lo stadio San Paolo, per la cui copertura, a quanto pare, è prevista una “prolunga”.

Gerardo Mazziotti

Gerardo Mazziotti

Partiamo dall’ultima vicenda, che fa registrare il j’accuse del decano degli architetti napoletani, Gerardo Mazziotti, a cui si deve proprio il primo progetto dello stadio di Fuorigrotta. Ecco cosa denuncia, come al solito senza troppi giri di parole. “Sono indignato. E mi sento umiliato e offeso. L’assessore comunale allo sport Ciro Borriello mi ha fatto andare stamattina a palazzo San Giacomo per darmi una notizia che avrebbe potuto e dovuto comunicarmi per telefono senza bisogno di far uscire di casa una persona di 91 anni, con questo caldo. La notizia è questa: non ostante tutte le mie argomentazioni (tutti i seimila stadi italiani sono scoperti tranne quelli di Bari, Napoli, Roma, Genova, Torino e Milano, che sono stati coperti in occasione dei Mondiali ’90) e a dispetto del “Manifesto” da voi firmato nel 2001 per lo smontaggio dell’oscena gabbia di ferro dell’inutile copertura che l’avvolge e stravolge da venticinque anni, l’amministrazione comunale ha deciso di non smontarla ma di allungare le enormi mensole di ferro per aumentare la superficie coperta. Orrore!”. E così Mazziotti conclude: “Quel che più mi amareggia di questa vergognosa vicenda è il silenzio di Italia Nostra, del FAI, della Soprintendenza, del mondo culturale, professionale e imprenditoriale, delle associazioni ambientaliste e di una stampa ignorante e plaudente. Il presidente dell’Autorità Nazionale anticorruzione Raffaele Cantone ha scritto recentemente che ‘Napoli è la città dove si decide il nulla’. Non è vero. ‘Napoli è la città dove si decide sempre il peggio’. Padre, non li perdonare perchè sanno quel che fanno. E mandali all’inferno”. Firmato Gerardo Mazziotti, coprogettista dello stadio.

Un palleggiamento continuo, la questione stadio, tra il comune di Napoli e la società di calcio, tra il sindaco Luigi de Magistris e Aurelio De Laurentiis. Ultimissime le polemiche per il fitto in occasione del concerto di Vasco Rossi: “mi rovinate il prato” ha sbottato il patròn della squadra. A palazzo San Giacomo sarebbero arrivati 50 mila euro dagli organizzatori dell’evento, più una piccola percentuale sull’incasso. Ma la “questione” continua. Sarà nuovo stadio, come da anni sbandierato? Oppure molto più probabilmente lifting? Negli ultimi giorni, poi, la ciliegina estiva: il misterioso progetto di una società tedesca pronta a mettere sul piatto un centinaio di milioni di euro per un maquillage di tutto punto. Aree commerciali, of course, comprese e – pare – una copertura più sontuosa che mai. Stile bavarese, appunto, secondo il must dell’Allianz Arena. E con un cielo, ovviamente, sempre meno “azzurro”. “Ma cambierà colore anche la squadra – si chiedono in parecchi – saremo i blu notte come a Londra col Chelsea?”.

Eccoci poi alle altre due vicende. La selva di tubature a piazza Garibaldi, che copre l’enorme spazio antistante la stazione, la “porta di Napoli” via ferrovia. “Un orrore sotto il profilo estetico – fanno notare in molti – uno scempio ambientale in piena regola partorito dalla precedente giunta guidata da Rosa Russo Iervolino”. Ma anche un gigantesco sperpero di danaro pubblico. Sotto le tubature “d’oro” poi spunta la stazione metrò, che ora può contare sul fresco collegamento con la stazione di piazza Municipio. Stazioni bollenti sotto il sole rovente, ma regolarmente allagate al primo acquazzone. Ma le bellezze artistiche, a quanto pare, riescono ad alleviare tutti i disagi…

Da una bellezza all’altra, eccoci nel salotto di Napoli, palazzo Reale. Ingabbiato e ingessato al punto giusto. Una fittissima maglia di tubi Innocenti lo decora da svariati mesi. “Peccato non poterlo ammirare in tutta la sua bellezza, con le tante sculture che lo adornano”, fanno notare alcune guide turistiche. E peccato che le casse dello stato siano di sicuro costrette a sborsare una cifra blu (arieccoci) per il fitto dei sempre “comodi” tubi Innocenti. Racconta chi abita in zona da trent’anni: “ricordo una famosa visita del papa a Napoli, c’era piazza del Plebiscito piena. Un miracolo. Anche per chi la organizzava. Al comune presero a noleggio migliaia di sedie di plastica per 5 mila lire. Se le compravi ne spendevi 3 mila”. Miracoli di San Gennaro.

Ma ora sono in parecchi a chiedere che vengano accesi i riflettori su sperperi da mille e una notte. Per opere pubbliche faraoniche e mangiasoldi. Che ti tolgono anche il respiro. Quel po’ di cielo che resta. Gesù, fate luce. E caso mai anche l’Autorità anticorruzione di Raffale Cantone, se può, batta un colpo…

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