ATTACCO AL MONDO

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La furia omicida del fondamentalismo islamico scrive una nuova pagina sanguinosa e lo fa con tre attentati in tre aree del mondo, con uguale ferocia. Il primo nel territorio di Isère (Lione): due terroristi varcano l’ingresso di un’azienda che immagazzina gas e danno fuoco ai serbatoi. Uccidono un operaio, lo decapitano con un rito lugubre finora rappresentato nei luoghi occupati dall’Isis. Fermati i due presunti autori, uno dei quali sembra essere noto ai servizi segreti francesi e ci si chiede il perché della sua libertà di agire. Un secondo più grave episodio nell’albergo Imperial a cinque stelle e sulla spiaggia di Hamman-Sousse, località turistica della costa centro-orientale della Tunisia. Sono ventisette i morti e molti i feriti, secondo la fonte ufficiale del governo.  Due uomini, armati di kalashnikov  hanno fatto fuoco all’impazzata sui turisti, uno degli attentatori, lo riferisce Al Arabiya, è stato ucciso dalla polizia. E’ toccato di nuovo alla Tunisia, paese africano dove prosegue con successo il processo di democratizzazione, di subire una strage dopo quella che è costata a vita a ventitré persone, quattro italiane nel museo del Bardo, a conferma del pericolo per gran parte del mondo di diventare obiettivo delle violenze del califfato. Terzo, altrettanto grave attentato in una moschea del Kuwait. Tredici morti. Lo svolgersi febbrile di fatti che monopolizzano l’attenzione dei media provoca l’obnubilazione di eventi anche molto drammatici o comunque eclatanti strillati con titoli cubitali nel breve tempo che intercorre con il successivo, per sparire totalmente dall’informazione. Chi parla più della crisi che dilania l’Ucraina, o del sanguinoso attentato a Charlie Hebdo e, andando a ritroso, della strage delle Torri Gemelle? Ha perso spazio e priorità perfino il pericolo per il mondo occidentale dell’Isis, che non è meno grave di qualche tempo fa e ci vuole l’attualità della cronaca per riportarlo all’attenzione generale. I tre episodi di questa tragica giornata confermano la vulnerabilità di ogni luogo dell’Europa (non solo) e l’impossibilità di prevenire gli attentati, di controllare tutti gli obiettivi sensibili, di stabilire quali sono i più esposti.

 

 

Salvini? Dio ce ne scampi

Le t-shirt di Salvini raccontano con infelice puntualità il mimetismo del successore di Bossi. Di volta in volta se le fa stampare con il nome della città dove si reca in processione elettorale o con la dizione Padania per il Nord e Sicilia per le sortite nel Sud.  In ultimo ha indossato la pettorina con l’acronimo del sindacato di destra della polizia e certo di acquisire consensi si è scagliato contro la legge che introduce il reato di tortura, per sanare i comportamenti violenti delle forze dell’ordine, come testimoniano le giovani vittime di percosse e ogni altro episodio analogo all’incursione sanguinosa nella Diaz, scuola genovese scenario di inaudite brutalità.  Ecco il commento di Salvini all’approvazione di una legge che da sinistra è giudicata mediocre per come è stata modificata la norma rispetto alla convenzione di New York: “Le forze di polizia devono avere libertà assoluta di azione, se devono prendere per il collo un delinquente e questo si sbuccia il ginocchio o si rompe una gamba sono cazzi suoi, ci pensava prima di fare il delinquente”. A quando l’olio di ricino per i meridionali ostili alla Lega razzista?

 

 

I furbi del rolex

La rapina di orologi preziosi (ma perché i possessori non li riservano a serata di gala?) è una piaga della microcriminalità napoletana  (e non solo) ma rischia di impallidire di fronte alle furbizie truffaldine di alcuni turisti. I più scaltri, probabilmente grazie a un passa parola, hanno scoperto come lucrare su finti scippi di rolex, con  un trucco difficile da scoprire. Le teoriche vittime denunciano alla polizia di aver subito l’aggressione e, ottenuto l’attestato di quanto avvenuto, chiedono alle compagnie di assicurazione il rimborso di quanto stabilito per questi casi dalle polizze.  La fantasia dei malfattori napoletani deve insomma inchinarsi alla scaltrezza creativa dei turisti.

 

 

Olimpiadi?

Considerata l’impotenza dell’intero sistema delegato a prevenire e reprimere la corruzione si legittima la perplessità sulla candidatura di Roma per ospitare le Olimpiadi del 2024 che il consiglio comunale di Roma approva a larga maggioranza (38 sì, 6 no) contro  i 31 sì di Parigi, città in competizione per lo stesso evento. Evidente la sorpresa per il voto bipartisan di una città che assiste da tempo a scontri cruenti tra sinistra e destra, a richieste di dimissioni del sindaco Marino espresse dalle opposizioni, perentorie quelle dei  Cinquestelle, e di severo scetticismo sulla capacità della capitale di rigenerarsi e far piazza pulita del malaffare annidato nelle istituzioni senza distinzione partitica. Contrari grillini e Sel. Ma è davvero fuori dalla crisi l’Italia e le scarse risorse disponibili non prevedono ben altre priorità? Di qui le perplessità per l’empito nazionalista (sciovinista?)  che coinvolge il governo e non meno le istituzioni sportive (di queste si intuiscono gli interessi anche venali promessi dall’evento).  Scontato il consenso degli atleti, manifestato con entusiasmo dall’ex cestista Myers e dall’ex pallavolista Lucchetta, a nome di un esercito di sportivi affascinati dall’idea di ospitare le Olimpiadi.

 

 

Incredibile: rinuncia a un milione

Chi non ha sognato il bacio della fortuna targata “Win for life Grattacieli”?  Lo  ha fatto certamente il possessore della giocata che  ha vinto il premio di quattromila euro al mese per vent’anni e di centomila euro sull’unghia, da metter da subito in cassaforte. L’atroce dubbio che si accompagna alla notizia della vincita è il seguente: il fortunato lo sa? E altra domanda: ha conservato il tagliando che la testimonia? Il fortunato, finora anonimo, abita o comunque ha giocato a Lissone, bar Monza e investito la miseria di due euro. Il concorso “incriminato” è nientemeno del 30 aprile. Lo comunica l’ufficio premi della Sisal e ricorda che il termine ultimo per riscuotere il premio (valore complessivo un milione di euro) è il 29 giugno, due mesi dopo l’estrazione.

 

 

 

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