In tre minuti – Il cardinale, i gay e…

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Il cardinale e l’omosessualità

Nella storica e consolidata democrazia bolognese, mal si innesta l’intolleranza dell’arcivescovo Carlo Caffarra (nella foto), che parla di agonia dell’Europa e lo spiega chiarendo che non è sopravvissuta nessuna società orientata a nobilitare l’omosessualità. Lo sfogo omofobo sarebbe conseguente al sì del Parlamento europeo all’eguaglianza di genere, a proposito di famiglie gay. L’arcivescovo spiega così la sua riflessione dopo la recente approvazione da parte del Parlamento europeo di un rapporto sull’uguaglianza di genere in cui si parla delle famiglie gay. A conferma delle elucubrazioni sull’omosessualità, il Cardinale sostiene che gli unici sopravvissuti nei secoli sono l’ebraismo e il cristianesimo per aver condannato l’omosessualità. Provare per credere, aggiunge, che fine hanno fatto lo stato assiro, Babilonia…? Ma un serio mea culpa, mai? La diffusione a macchia d’olio della pedofilia tra servitori di Cristo, frustrati dal voto di castità, non dice niente al prelato? Il cardinale si concede a visioni apocalittiche (nel corso di sedute spiritiche?) che gli consegnano un classico capro espiatorio, il diavolo “impegnato a sfidare Dio creatore”. Omosessualità, pandemia da combattere, per il cardinale Caffarra che si dice pronto a guarire la malattia (sic).

 

 

“Bruciamoli”

A seminare gramigna, gramigna si raccoglie. Nella storia della polizia italiana ha dominato la costante di ministri dell’Interno e dirigenti del più alto livello di destra. Chi non è più giovane conserva sicuramente il ricordo delle cariche contro lavoratori, studenti, braccianti, contestatori di un sistema anti operaio e violento. Episodi recenti (come quelli, della scuola genovese Diaz e della morte di Stefano Cucchi) lasciano intendere che una componente scelbista è ancora presente nella società contemporanea. Tortosa è l’agente di polizia che ha preso parte all’incursione nella scuola genovese Diaz. Per chi non lo ricordasse, ha rivolto parole oscene alla memoria del giovane Carlo Giuliani, ucciso durante i disordini del G8: “Mi auguro che sotto terra faccia schifo anche ai vermi”, Di un nuovo, turpe, episodio è colpevole Gioacchino Lunetto, dirigente della polizia ferroviaria di Catania. Si è lasciato andare a questo delirio verbale: “Migranti? Bruciamoli vivi, lasciamoli nudi e ributtiamoli a mare”: frasi che indignano e fanno purtroppo pensare a sacche di razzismo irriducibile, sono l’epilogo di una sequenza di insulti razzisti postati dal poliziotto siciliano sul proprio sito di Facebook. E la polizia postale? Solo adesso che è esploso il caso di questo manifesto fan di Hitler e del nazismo, il questore di Catania comunica di aver ordinato un’indagine per eventuali provvedimenti disciplinari: povera e lenta la reazione dei vertici della polizia, a discapito della dignità di quanti compiono il loro dovere nella tutela della sicurezza di tutti e con comportamenti democratici. Di che meravigliarsi: ai vertici di agglomerati politici destrorsi e razzisti gli insulti si sprecano e puntano a catturare consenso elettorale nel magma nauseabondo dell’intolleranza. Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati, ha “osato” ridimensionare l’allarme di chi vede nell’emigrazione una vera emergenza. Salvini, segretario della Lega Nord l’ha apostrofata con un “deve essere ricoverata” e questa volta si è tenuto perfino basso rispetto a volgarità precedenti.

 

 

Nutella contestata

Schermata 2015-06-20 alle 21.27.19Confesso di non conoscere il sapore della “Nutella”, prelibatezza a diffusione universale che da poco ha compiuto felicemente i cinquant’anni di vita ma lo conoscono in milioni di grandi e piccini. Il successo del prodotto, che la mega azienda italiana esporta in tutto il mondo con altre decine di specialità a base di cioccolato, si evidenzia con la decisione di aprire una fabbrica in Cina dopo aver conquistato importanti mercati internazionali. La “Nutella” è stata in questi giorni oggetto di una polemica innestata dalla ministra francese all’ecologia Ségolène Royal con l’affermazione che per produrla comporterebbe operazioni di deforestazione. La prima risposta è venuta dalla signora Renzi che in visita all’Expo ha gustato una bella fetta di pane ricoperta di “Nutella” e ha smentito le affermazioni denigratorie. Anche più autorevole è la precisazione di Greenpeace (ovviamente attendibile per definizione) che definisce il grande gruppo italiano produttore della specialità in discussione all’avanguardia nella sostenibilità ambientale e per essere impegnata nella ricerca di soluzioni ecologiche, nell’abbandono dell’utilizzo di olio di palma responsabile della deforestazione. Fine della polemica? La Ségolène ha ritrattato.

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