L’enciclica del papa e gli avidi banchieri

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BANCHIERI  AVIDI: COL “POPOLO COSTRETTO A PAGARE SALVATAGGI BANCHE”, BACCHETTATI  DA PAPA BERGOGLIO, CONTINUANO A CHIEDERE PREBENDE A GOVERNI CAMERIERI. INSODDISFATTI, ADDOSSANO  AL PUBBLICO  333 MLD GARANZIE BAD BANK, OLTRE A  7,5 MLD EURO, DEDUCIBILITA’ FISCALE  SULLE PERDITE. NEGLI ULTIMI 24 MESI,LE BANCHE HANNO GIA’ RICEVUTO DAI GOVERNI  AIUTI PUBBLICI DI 30,820 MILIARDI DI EURO. ADESSO BASTA, BISOGNA AIUTARE LE FAMIGLIE  !

 

Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura. La crisi finanziaria del 2007-2008 era l’occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici, e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale. Ma non c’è stata una reazione che abbia portato a ripensare i criteri obsoleti che continuano a governare il mondo”.

Così Papa Bergoglio nell’Enciclica LAUDATO SI’, pubblicata oggi.

Negli ultimi 24 mesi, il sistema bancario italiano -certamente il più vessatorio ed inefficiente dei Paesi Ue, che eroga prestiti col contagocce strozzando famiglie ed imprese, pratica  i costi dei conti correnti più cari del mondo, in media arrivati a 318 euro, contro  114 euro della media europea, richiede tassi di interesse sui mutui più alti della media Ue, imponendo su ogni mutui trentennale di 100.000 euro un pizzo tra 20.000 e 24.000 euro -ha già ricevuto dai Governi benefici superiori a 35 miliardi di euro, con la deducibilità delle perdite, le garanzie sulle obbligazioni tossiche appioppate dalle banche allo Stato per un valore di 160 miliardi di euro; la pubblica malleva sulla Cassa Depositi e Prestiti per consentire alle banche di pagare fior di dividendi alle Fondazioni bancarie; la rivalutazione delle quote di Banca d’Italia.

Il Governo di Enrico Letta, con il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, varò due contestate misure a favore delle banche: lo sconto fiscale sulle perdite, valutato  da Mediobanca 19,8 miliardi di euro per quanto riguarda le sofferenze;  7,5 miliardi di euro di rivalutazione delle quote di Bankitalia, che oltre al trasferimento alle banche socie di questa somma, per consentire ad istituti di credito male in arnese di superare gli stress test Bce, ha staccato cedole di 720 milioni di euro di dividendi (380 milioni nel 2013, che si aggiungono ai 340 milioni nel 2014), per puntellare bilanci malandati, a tassi di interessi da sogno nelle attuali condizioni di mercato, pari a cedole del 4,65 per cento su base annua.

Con l’articolo 33 della Legge di Stabilità il Governo Renzi ha autorizzato il Tesoro «a stipulare accordi di garanzia in relazione alle operazioni in strumenti derivati», clausola capestro nota  come “Double way Credit Support Annex” (CSA), che obbliga la parte su cui grava la perdita potenziale a garantire i pagamenti futuri sui contratti derivati attraverso un deposito di garanzia, e poiché con gli attuali bassi tassi di interesse, con “mark to market” negativo, grava sullo Stato la perdita potenziale, il Tesoro si obbliga a dover postare “collaterale” a garanzia degli impegni assunti, in modo da immunizzare le banche dal rischio di controparte.  Questa ennesima norma a favore delle banche ha costituito un esborso consistente con l’esercizio di quattro swaption, ovvero derivati che mescolano swap e opzioni, esercitate da banche controparti del Tesoro “tra gennaio e febbraio del 2015, determinando un aumento del debito pubblico italiano di 3,3 miliardi, che si sommano a ai pagamenti pari a 16,95 miliardi di euro effettuati dal ministero del Tesoro. negli ultimi 4 anni, cioè dal 2011 al 2014, a causa dei contratti derivati che avrebbero dovuto “coprire” il debito stesso dai rischi.  Il Governo Renzi offre la garanzia della Cassa depositi e prestiti sui finanziamenti a pmi e famiglie per i mutui, inserita nella legge di Stabilità per pubblicizzare rischi e perdite, privatizzando gli utili da girare alle Fondazioni Bancarie anche in caso di bilanci in perdita, mentre la Cdp, potrà  acquistare titoli dalle banche ”nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto il credito verso piccole e medie imprese”.

In attesa della bad bank, promessa dal ministro Padoan per offrire la garanzia pubblica a 333 mld di euro di crediti tossici (sofferenze ed incagli delle banche) ed alla ulteriore deducibilità fiscale sulle perdite, che costerebbe 3 miliardi di euro l’anno nel 2016 e 2017, circa 1,5 mld nel 2015 (norma rinviata che doveva essere approvata dal Consiglio dei Ministri), le banche hanno già avuto 19,8 mld di sgravi fiscali sulle perdite; 7,5 miliardi dalla rivalutazione delle quote di Bankitalia; 720 milioni di euro di cedole dalle stesse quote: 3,3 miliardi dall’esercizio di 4 swap su 161 mld di derivati sottoscritti dal Tesoro, ossia  30,820 miliardi di euro di provvidenze statali.

Ha ragione Papa Francesco, il popolo ha già pagato troppo per i salvataggi delle banche.

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