Elezioni – risveglio traumatico per il PD – La vittoria di Josi a Bacoli

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E’ una prima resa dei conti per il democratici che subiscono con una pesantezza non pronosticata il contraccolpo per la presenza in vicende di corruzione, scandali e promiscuità con il malaffare. E’ improvvida la colpevole tolleranza del Pd, costretto a correre ai ripari, ma tardi, quando i buoi sono già scappati dalla stalla. L’invasione di ex democristiani nelle strutture portanti del Pd sembra averlo contaminato con un’estensione progressiva del coinvolgimento nel grande calderone che intreccia politica e criminalità. Nella spirale di tangenti e mazzette sono finiti uomini dem delle istituzioni e del management, scovati dalla magistratura con le mani nel sacco. Il Pd ha scelto la strategia assolutoria “in attesa di giudizio” , ha fatto quadrato, a volte in difesa di indifendibili, ha più volte giurato di far pulizia, di espellere pecore nere e mele marce ma un vero e totale repulisti non c’è mai stato, nell’illusione di compensare i misfatti con il vecchio alibi “non siamo come gli altri”. L’esito di questa permanente superficialità era scontato per analisti e politologi, non per il gruppo dirigente del Pd che ha sperato nella buona stella e nel credito ereditato dalla sinistra storica. Il risveglio è traumatico: batoste come quelle prese a Venezia (lo sconfitto è Casson, della minoranza invisa a Renzi) Matera e Nuoro, mettono a nudo una crisi non più contingente ma strutturale per le conseguenze dello sfaldamento progressivo della rete di sezioni prima, di circoli poi, dell’abbandono molto poco di sinistra del porta a porta, della azzerata formazione politica dei quadri, dell’etica abbandonata e un tempo garantita da norme di controllo sui comportamenti di dirigenti e militanti. Sull’insuccesso elettorale, a ridosso del voto a destra in Liguria e della débacle della Moretti in Veneto, pesa il macigno della violenta campagna anti emigrazione delle destre che hanno buon gioco nell’interpretare l’ostracismo di gran parte dell’opinione pubblica per l’invasione di migranti, la rabbia per episodi di delinquenza di cui sono protagonisti, l’impreparazione dell’Italia a ospitarli dignitosamente, le prove di timidezza nei confronti dell’Europa. Si mostrano deboli la controffensiva, le promesse di fare la voce grossa con la Comunità, le statistiche sulla maggiore presenza di emigranti in altri Paesi europei e le considerazioni che riducono a episodi fisiologici le violenze dei migranti se paragonate a quelle degli italiani. Si fa strada, a dispetto delle rigorose analisi degli economisti, l’ostilità all’euro, ritenuto responsabile del depauperamento dell’Italia e si cita il caso dell’Inghilterra che ha conservato la propria moneta e viaggia con il vento in poppa, estranea alla crisi incombente sul vecchio continente e alla mina vagante della Grecia. Qualche incidenza sul voto potrebbe essere determinata anche dall’ambiguità nella vicenda De Luca, a torto o a ragione destinato alla sospensione per la legge Severino e spregiudicato nell’imbarcare elettoralmente personaggi di destra o nella stipula dell’accordo con De Mita. Se queste per i democratici sono alcune motivazioni della tornata elettorale negativa, altra riflessione merita la conquista di Cinquestelle dei comuni di Quarto, alle porte di Napoli, di Porto Torres e di Venaria Reale. Niente di eccezionale, si tratta di municipalità minori, ma si è accesa la spia dell’estraneità dei grillini a vicende di corruzione, tema dominante della loro antipolitica. Alla confusione politica del Pd contribuisce il risultato di Giugliano, grosso centro agricolo del napoletano, che elegge sindaco Antonio Poziello, osteggiato dal partito ma appoggiato dall’incontinente governatore della Campania De Luca. Dolorosa è certamente la ferita della resa senza condizioni subita a Nuoro, storica roccaforte rossa da vent’anni: con una valanga di voti l’eletto è Andrea Soddu che batte Bianchi dei democratici con oltre il settanta per cento dei consensi. Delusione di Renzi anche per Matera, prossima capitale della cultura, perduta dal dem Adduce. Nei Campi Flegrei il caso di Josi Gerardo Della Ragione, noto blogger che cingerà la vita con il tricolore. Il nuovo sindaco, il più giovane della Campania, è stato eletto grazie alle liste civiche che lo hanno appoggiato e ha sconfitto largamente Schiano, primo cittadino uscente, di centro destra. In generale? La fedeltà degli elettori è ai minimi storici e il dato del quarantasette per cento dell’affluenza per questa tornata del voto, disegna a chiare lettere la distanza sempre maggiore tra i partiti e l’opinione pubblica, l’indignazione per l’azzeramento dell’etica che fa retrocedere l’Italia nella classifica dei Paesi più corrotti.

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