IN TRE MINUTI – I veggenti di Medjugorie secondo Bergoglio

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I veggenti di Medjugorie secondo Bergoglio

In molti ricorderanno il Paolo Brosio giornalista del tg4, sistematicamente oggetto di strali di Emilio Fede, suo direttore, durante i collegamenti esterni. Bene, il Brosio in sintonia con la religiosissima madre ha cambiato pelle e folgorato sulla via di Damasco si è dato corpo, anima e intraprendenza turistico-religiosa al culto della Madonna di Medjugorie e all’organizzazione di viaggi nella località della Bosnia Erzegovina o comunque di adunate dove cosiddette veggenti, a scadenze fisse, ma utilmente distanziate le une dalle altre, riceverebbero messaggi dalla Madonna. Il fenomeno di milioni di seguaci di questo fantasioso evento è ampiamente spiegato con la suggestione collettiva simile alle grida “miracolo, miracolo” di persone che giurano sull’autenticità del pianto di statue della Madonna fino a quando la Chiesa non si decide a disconoscerlo. Intorno alle apparizioni che i “veggenti” raccontano ai fedeli, il giro di affari calcolato è di molti miliardi di euro e sono duecentonovanta i milioni intascati dalla Chiesa del luogo con il turismo religioso di cui Brosio è ispiratore e organizzatore. Sua la “filippica” contro papa Francesco, dopo l’analisi critica del pontefice sulla credibilità dei interlocutori della Madonna e l’azzardo mistico di Brosio nell’affermare di aver visto guarire (ovviamente con altrettanti miracoli) tumori, cecità e mali inguaribili come la sclerosi laterale amiotrofica. E’ Brosio dalla parte della ragione o Francesco? Le critiche del papa sono molto vicine alle analisi delle persone pensanti senza condizionamenti, che osservano con sano scetticismo l’ipotesi della Madonna che tra miliardi di persone avrebbe scelto i veggenti di Medjugorie per parlare al mondo con appuntamenti fissi e reiterati in trent’anni, tagliati su misura per consentire di organizzare incontri oceanici e introiti galattici con il sistema dei “pellegrinaggi”. La domanda successiva per questo Papa moralizzatore: a quando una presa di posizione altrettanto coraggiosa sul cosiddetto miracolo di San Gennaro che di là dalle influenze positive sull’umore dei napoletani rinnova lo storico equivoco sull’autenticità del fenomeno della liquefazione a date fisse?

 

Contro le morti per fame

Il grande tema della fame nel mondo e quello strettamente connesso, del cibo per tutti, sarà al cento dell’attenzione mondiale almeno fino alla chiusura dell’Expo di Milano. Lo confermano le presenze quotidiane di capi di Stato, ministri, esperti e molto concretamente l’iniziativa italiana contro lo spreco di alimenti che finiscono tra i rifiuti mentre sarebbero preziosi per chi non ha di che mangiare. Ospite dell’Expo sarà anche la first lady degli Stati Uniti: Michelle Obama si batte nel suo Paese contro la piaga dell’obesità e indirettamente dell’abuso di cibo che provoca malattie e problemi sociali di non poco conto. La moglie del presidente americano verrà in Italia per scoprire programmi alimentari alternativi al fast food e in particolare studierà i vantaggi della dieta mediterranea. Le fa eco papa Francesco. Afferma, dall’alto dell’autorità che gli conferisce il ruolo, il sacrosanto diritto del cibo e dell’acqua per tutti. Bergoglio ha rivolto un appello ai rappresentanti della Food and Agriculture Organization of the United Nations, la Fao, e ha chiesto di impegnarsi per affrontare il grave fenomeno della malnutrizione che fra una trentina di anni riguarderà una popolazione del mondo di nove miliardi. In tema di Expo, dove sono presenti impropriamente, Bergoglio ha auspicato che finisca lo sfruttamento della terra delle multinazionali.

 

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