IN TRE MINUTI – Vola Alitalia e…

Condividi questo articolo

Vola il lavoro in Alitalia

In un bilancio finalmente positivo, il mondo del lavoro mostra il segno più nel capitolo assunzioni e si avvale in questi giorni del contributo Alitalia che annuncia la fine dei momenti bui e l’assunzione di trecentodieci dipendenti. Euforico Renzi, “Il Paese torna a volare”, concreto Luca di Montezemolo, “La partnership con Ethiad consente di guardare al futuro con ottimismo”. La decisione è parte dell’intesa con i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl. Padoan, Ministro dell’Economia, va oltre e si dice sicuro che messa alle spalle la fase acuta della crisi il futuro riserva sempre maggiori elementi di crescita. Le opposizioni lo ammettono ma censurano l’inefficacia del governo Renzi nel contrasto alla povertà e al pesante carico fiscale che grava sulle famiglie. (Nella foto un aereo della flotta Alitalia).

 

 

Che tempo farà

In regime di permanenza di un anticiclone, l’inizio di giugno si propone con temperature estive in tutta l’Italia e previsioni di attendibili esperti in climatologia annunciano un’estate torrida. Dalla Russia, per contrasto, la scienza di settore sostiene che la Terra è destinata a un’altra era glaciale. La prospettiva, tutt’altro ottimistica, dice di un Nord Europa ghiacciato e temperature invernali gelide di qui al 2050 e oltre. Provocherebbe questo sconvolgimento il raffreddamento del sole. La conferma verrebbe dal rilevamento delle temperature che negli ultimi vent’anni non avrebbe registrato variazioni in aumento. La teoria contrasta clamorosamente con stime di segno opposto che prevedono lo scioglimento dei ghiacciai polari, con la conseguenza di un innalzamento del livello dei mari e delle temperature terrestri. Chi vivrà vedrà. Per il momento non rimane che stupirsi per tesi scientifiche completamente contrastanti.

 

 

Emigrazione, per l’Italia valore aggiunto

Tema forte della propaganda leghista contro l’emigrazione è il presunto onere sociale che l’Italia sopporterebbe per il contributo nullo di chi sbarca nel nostro Paese al bilancio della nostra economia. La Caritas smentisce questa analisi con il dato inequivocabile dell’apporto dei migranti alla salute economica italiana, quantificato nell’otto percento del Prodotto Interno Lordo. Un secondo dato denuncia la discriminazione tra lavoratori italiani, che in media guadagnano poco più di milletrecento euro, e lavoratori emigrati, sia comunitari e che extracomunitari (circa mille e novecentocinquanta euro). Caso estremo di diseguaglianza è la paga di un euro all’ora per chi lavora nei campi. Riflessioni attendibili si proiettano sull’aumento di imprese create da migranti, oltre trecentomila, concentrate soprattutto in Lombardia. Il lato inaccettabile del fenomeno emigrazione è nelle ruberie di cooperative che intascano le rette riconosciute per l’assistenza, senza erogare alcun servizio e senza distribuirne parte ai migranti, come dimostrano gli arresti di “mafia capitale”. La polemica strumentale sugli eccessi di ospitalità italiana ai migranti è poi smentita dall’analisi dell’accoglienza nel mondo. Il primato spetta a Stati Uniti, Russia e Germania. Cresce l’ammontare delle rimesse degli emigranti ai Paesi d’origine e si attesta sulla notevole cifra di circa quattrocentocinquanta miliardi di dollari, per lo più destinati alla Cina.

 

 

Chi alimenta l’esterofobia

Si acuisce purtroppo l’esterofobia e sempre più spesso si manifesta con atti di violenza grave. Un romeno è stato aggredito da tre italiani che lo hanno bloccato nel bagno di un negozio dove si era rifugiato per sottrarsi agli assalitori. Per difendersi da un coltello puntato alla gola, il romeno ha subito l’amputazione di due dita della mano. Tutto era iniziato in un bar dove i tre aggressori si erano rivolti all’emigrato con insulti pesanti e minacce di morte. Sono intervenuti i carabinieri e hanno arrestato i tre aggressori che ritengono appartenenti alla destra. Anche questo è il risultato di continue dichiarazioni contro l’emigrazione di Salvini e in generale dei leghisti.

 

 

Bullismo e punibilità

Sempre più frequenti gli episodi di bullismo dei giovanissimi e di violenze negli ambienti scolastici, in danno di ragazzi e ragazzi, presi di mira da piccoli branchi di teppisti, e di insegnanti, segnale di un’assoluta mancanza di rispetto. L’ultimo episodio è accaduto a Falconara, in provincia di Ancona: un’insegnante è stata aggredita ed è finita in ospedale, colpita a pugni e calci da un alunno di scuola media. A scatenare la violenza il divieto della professoressa a consentirgli di uscire dall’aula al momento della pausa di ricreazione. Aspetto inquietante dell’episodio è la sostanziale impunibilità di queste violenze commesse da minori, che nella scuola o fuori di essa non sono represse con la necessaria severità per i condizionamenti imposti dall’età anagrafica dei minori che impediscono punizioni diverse dall’affidamento ai genitori (generalmente tendenti ad assolvere i figli) e, nel caso di Falconara, dall’auspicabile espulsione dalla scuola.

Condividi questo articolo

Lascia un commento