G7 E BILDERBERG, ECCO SICUREZZE E ORDINI MONDIALI

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Inizio di giugno bollente per i Grandi e i Potenti della Terra. Week end di fuoco in Baviera, con il G7 che inaugura il semestre di presidenza Merkel. Poi, a ruota e a pochi chilometri, il super summit dei Bilberberg, l’ormai consueto e super segreto incontro tra i cento uomini che contano per i destini del globo. Ma procediamo con ordine.

Castello di Elmau, tra le dolci e per l’occasione supermilitarizzate colline bavaresi, il G7 vedrà al centro dei lavori “economia mondiale, politica estera, sicurezza e sviluppo”, tanto per non farsi mancare nulla. Niente Russia, quindi, al tavolo delle discussioni, dopo le sanzioni anti Putin ancora in vigore. La Ue è presente con Donald Tusk, presidente del consiglio europeo e con Jean Claude Junker, presidente della commissione europea. La precisione teutonica, stavolta, fa però registrare qualche defaillance: nella scheda italiana, alla casella “Presidente” è indicato il nome di Giorgio Napolitano, con un Mattarella – in perfetto stile Crozza – che manca clamorosamente all’appello.

Il 22 aprile, a palazzo Madama, all’indomani della tragedia nel mare di Sicilia che ha inghiottito centinaia di migranti, l’ex capo dello Stato, nell’esprimere il suo dolore per l’immane tragedia, auspicò “un nuovo, più giusto e sostenibile ordine mondiale”. Facendo balzare non pochi sulle sedie (anzi poltrone).

E di ordine mondiale, appena finiti i lavori del G7, si parlerà in una intensissima cinque giorni a partire dal 9 giugno, in occasione del summit Bilderberg, che festeggia il suo sessantunesimo compleanno. Mozzafiato la cornice, un lussuosissimo albergo immerso nel verde del Tirolo, l’Interalpen Hotel, incorniciato da montagne e stazioni sciistiche (Innsbruck è vicina), a tre chilometri dal confine con la Germania. Staranno freschi, comunque, i partecipanti, perchè siamo a quasi 1.300 metri di altitudine sul livello del mare (sì, perchè con le pacche nell’acqua ci sono i cittadini-sudditi, ossia quella “macelleria sociale” di cui spesso e volentieri i signori di Bilderberg si occupano: come farla a fette nel modo più rapido ed economico possibile).

Anche stavolta massicce le misure antiterrorismo e super mobilitata la polizia austriaca: che in un eccesso di zelo ha comunicato, già un paio di mesi fa, che “sarà comunque garantita la protezione di manifestanti pacifici, perchè la libertà di riunione è uno dei diritti fondanti della nostra democrazia”, svelando, in questo modo, la location, solitamente secretata fino all’ultimo istante. Difficile, comunque, pensare a colonne di manifestanti in marcia lungo le pendici del Tirolo, o a manipoli di black bloc mimetizzati tra gli alberi.

Top secret il tema, come i nomi dei partecipanti. Ma sono, ovviamente, trapelate le indiscrezioni. Al centro la “sicurezza”, intesa sia in termini economico-finanziari, che veri e propri. Ovviamente le misure che i governi dovranno adottare per “risanare” i conti: e cioè tagli al welfare, bastonate ai cittadini, per la gioia di grandi gruppi, lobbies e finanzieri. Poi, nuove misure di sicurezza per chi ha soldi, proprio come “rifugi anti nucleari”, “anti sommossa”, le safe rooms di cui negli States si parla spesso e volentieri. Ancora: i governi – sarà il “consiglio” dei Bilderberg – dovranno stanziare sempre più fondi anche per le security private, gli eserciti paralleli. Poi, le sicurezze via “rete”: per controllare meglio tutti, il Grande Fratello che ci spia in ogni momento della vita quotidiana. Una nota non da poco: negli Usa è stato appena varato il “democratico” Freedom Act che dopo i 14 anni di “Patrioct Act” a seguito dell’11 settembre, ha consentito alla potentissima National Security Agency di controllare tutti – sospetti e non di terrorismo – in rete. Ora un piccolo limite: i cittadini a stelle e strisce saranno spiati in modo, appunto, democratico, le grandi compagnie telefoniche dovranno sempre ascoltare, raccogliere e conservate tutto quello che verrà immagazzinato, pronte a consegnarlo su richiesta dell’intelligence, Cia o Nsa di turno, sotto il controllo – eccola ancora, la democrazia – del Foreign Intelligence Surveillance Court. Un’altra gustosa pietanza da servire al Tavolo dei Bilderberg, quella dei controlli più o meno prossimi dei cittadini?

Ad effettuare una significativa sintesi dei temi che verranno affrontati tra le verdi colline tirolesi, con perfetto spirito ecologista, provvedono alcuni siti europei di controinformazione, che così sintetizzano: “come le elite si preparano alla devastazione nucleare ed economica”, operando una efficace sintesi tra temi di pretto carattere ambientale e altri di tipo più marcatamente sociale. Ma entrambi per la serie: come asfaltare il popolo bue. Caso mai senza fargli sentire troppa bua…

Può essere molto istruttivo – a proposito di temi affrontati nei summit Bilderberg – individuarne qualcuno: istruzioni per l’uso di governi, mondiali e nazionali, nel segno della normalizzazione. Prendiamo, per andare un po’ indietro nel tempo, quello di Silviri, a una quarantina di chilometri da Istambul, allora e anche oggi piazza bollente. Eravamo nel 2007: tema base l’energia, il petrolio, le riserve di gas. Sullo sfondo la geopolitica: il problema-Iraq, poi la bomba Iran, quindi il nemico del domani, la Cina. Leggiamo un sottotema di allora, che abbiamo ritrovato tra vecchie carte e documenti: “La creazione – come cuneo per contrastare gi interessi sovietici – del ‘Free Great Kurdistan’, capace di inglobare pezzi di Iran, Iraq e di Turchia”. Sono passati otto anni, ma quella strategia – mutati appena i confini geografici, restando però ben saldi in quella polveriera medio orientale – sembra proprio quella portata avanti dall’Isis: il mostro che tutti detestano, ma che forse proprio l’occidente e in particolare gli States hanno coltivato, come in un eccellente vaso di pandora. Del resto, come sono germogliate e cresciute tante primavere arabe, dall’Egitto alla Libia fino alla Siria?

Ecco, a proposito di quel Bilderberg 2007, cosa scriveva un regista turco dissidente: “se al summit partecipa gente come Kissinger, Wolfowitz, Rumsfeld e altri guerrafondai di quel calibro, è naturale che venga affrontato il tema di una nuova guerra, che porta profitti per l’industria bellica. Sarà l’Iran il prossimo scenario? O forse finirà per essere proprio la Turchia?”. Ancor più mirato il commento di un giornalista britannico, Tony Gosling. “Secondo alcune indiscrezioni che ho raccolto, il primo luogo nel quale si è parlato di invasione dell’Iraq da parte degli Usa, ben prima che ciò accadesse, è stato nel meeting 2002 dei Bilderberg”. E cioè il primo summit “utile” dopo le Twin Towers.

A cercare di accendere i riflettori su Bilberberg Elio Lannutti, storico presidente di Adusbef, l’associazione a tutela dei consumatori e dei risparmiatori, da sempre in prima linea nel denunciare lo strapotere degli istituti di crediti. E infatti cinque anni fa, nel libro-inchiesta “Bankster – Molto peggio di Al Capone i vampiri di wall street e piazza affari – così Lannutti denunciava: “Gli interessi congiunti di Draghi, Prodi e dei colossi bancari statunitensi, a cominciare da Goldman Sachs, trovano il loro punto di sintesi massima nei summit annuali e super segreti dei Bilderberg, che vedono riuniti i potenti del mondo, anche coloro che reggono le leve dell’informazione, per decidere le sorti delle nazioni. Ma nonostante la cortina di silenzio, i nomi di molti partecipanti di questi anni sono trapelati. Nel 2004, ad esempio, quando il vertice si tenne a Stresa, c’erano sicuramente, oltre al presidente dall Bce Claude Trichet, che possiamo considerare una presenza fissa, anche James Wolfensohn, allora a capo della Banca Mondiale e Norman Taylor di Goldman Sachs. Per gli italiani Giuio Tremonti, Romano Prodi, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa, Paolo Scaroni. Nel 2007, fra gli altri il presidente della Commissione europea Josè Barroso, il numero uno della Federal Reserve Timothy Geithner e, per Goldman Schas, il presidente Peter Suterland”.

La Voce ha cominciato ad accendere i riflettori sui summit dei Bilderberg fin dal 2005, con una cover dal titolo “La grande Cupola – Avanti miei Prodi”, per sottolineare l’assidua presenza del professore-premier ed ex presidente dell’Iri (con tutta una serie di gioielli di Stato svenduti ai privati) alle elegantissime e segretissime convention dei Potenti della Terra. Così scrivevamo a febbraio 2005, dieci e passa anni fa, proprio a proposito del vertice 2004 di Stresa. “3 giugno, nella splendida cornice del lago Maggiore, in uno degli alberghi più esclusivi di Stresa, si festeggia un compleanno: i 50 anni del Gruppo Bilderberg, una delle lobby economico-politiche più potenti al mondo. Ma praticamente ignota ai cittadini italiani, così come a quelli di altri Paesi. ‘Altro che Davos – commenta un autorevole membro – lì ci si va per farsi vedere. Qui si va per sentire senza farsi vedere’. Al Bilderberg si parla di geopolitica, di strategia. La differenza che passa fra un ricevimento mondano e un summit ristretto dove si fanno le cose sul serio”. L’anno precedente appuntamento a Sintra, in Portogallo: e in quella occasione il governo locale venne lautamente finanziato dal gruppo per allestire “un servizio militare ad hoc, compresi elicotteri per garantire la privacy e la sicurezza dei partecipanti”. La sicurezza, of course: il solito leit motiv.

E le cose sul serio, quei Potenti, hanno cominciato a farle fin dal 1954, appunto, data di nascita. Quando un ristretto manipolo di vip dell’epoca si riunisce all’Hotel Bilderberg di Oosterbeek, in Olanda. Due i promotori dell’iniziativa: sua maestà il principe Bernardo de Lippe, olandese, ex ufficiale delle SS, in prima linea fino a quando non verrà travolto dallo scandalo Lockheed; e Joseph Retinger, faccendiere polacco al centro di una fittissima trama di rapporti finanziari internazionali. I primi incontri si svolgono esclusivamente in paesi europei, solo dall’inizio degli anni ’60 anche negli Usa.

Dal verde Tirolo siamo in attesa di news. Fresco Freedom Act permettendo…

E per chi – in tempo di austerity e spendig review – non vuol pesare sulle casse pubbliche, ecco un’imperdibile offerta last minute: viaggiate con Ryanair. Sì perchè a quanto pare una delle new entry, la fresca guest star dell’Interalpen è proprio il patròn della compagnia low cost, Michael O’ Leary. E’ proprio vero: con Bilderberg si vola.

 

 

Leggi l’articolo della Voce di febbraio 2005

Voce febbraio 2005 su Bilderberg

 

 

 

 

 

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