BAD BANK – ESPERTI IL 18 MAGGIO ALLA CAMERA

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I banchieri come il presidente dell’Abi  Patuelli, adusi a pubblicizzare le ingenti perdite dopo aver privatizzato profitti e dividendi ,elargiti a piene mani per mantenere in piedi quei carrozzoni delle fondazioni bancarie, vere e proprie idrovore che prosciugano il sudore di correntisti e risparmiatori, hanno la faccia tosta di esigere dal governo interventi di garanzia pubblica per addossare, nella trattativa Stato-Banche, 190 miliardi di euro di sofferenze bancarie alla fiscalità generale, con la promessa da marinaio, analoga alle provvidenze LTRO BCE,  di far ripartire i prestiti a famiglie ed imprese.

E’ scandalosa l’ipotesi della bad bank teorizzata dal Governatore di Bankitalia Visco e rilanciata dai banchieri e dall’Abi per disincagliare la mole di crediti deteriorati in pancia alle banche italiane, con le quotidiane richieste di addossare alla fiscalità generale errori nella gestione del credito. «Il governo italiano che sta facendo grandissimi sforzi, anche per colmare le lacune dei governi precedenti», ha detto oggi il presidente Abi, Patuelli.  «Apprezzo quello che sta cercando di realizzare il Ministro Padoan e il governo tutto – ha aggiunto Patuelli – ma le decisioni oggi su questo punto sono soprattutto europee». «Dobbiamo porci l’interrogativo di quale Europa vogliamo – ha concluso Patuelli – perché l’Europa delle burocrazie e delle normative che si sovrappongono continuamente rischia di portare all’asfissia i progetti di ripresa dell’economia e non di favorirli». Banchieri che, a corrente alternata, evocano l’Europa delle loro convenienze !

Per riflettere sui pericoli per i conti pubblici, qualora venisse elargito l’ennesimo aiuto di Stato, come i 7,5 miliardi di euro girati alle banche socie con la rivalutazione delle quote di Bankitalia, economisti ed associazioni di consumatori discuteranno il 18 maggio alla Camera sulla Bad Bank in un incontro organizzato dall’unica forza politica che tutela i cittadini e difende dignità ed interessi di correntisti e risparmiatori, gettati dai governi nelle grinfie dei banchieri.

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