Quando si dice nazisti ai nazisti

Condividi questo articolo

Schermata 2015-04-25 alle 17.33.02

Per decisione della Rada, da giovedì 9 aprile l’Ucraina esalta come “eroico” il suo passato nazista. Non è la prima volta, ma questa volta lo fa in modo solenne, cioè “rifonda” lo stato ucraino mettendo fuori legge il partito comunista, dichiarando “criminale” ogni riferimento al comunismo, ai suoi fondatori e capi, alle parole, ai simboli del passato comunista, alle sue decisioni politiche.
C’è anche, come foglia di fico, l’equiparazione di comunismo e nazismo. Stupida di per sé, viene comunque subito tolta proclamando “eroi nazionali” tutti i membri delle formazioni paramilitari, delle organizzazioni politiche nazionaliste. Insomma tutti costoro sono ufficialmente riconosciuti come “combattenti per l’indipendenza ucraina”. Anche coloro che massacrarono decine di migliaia di ebrei in Galizia. Con annesso elenco di fucilieri, guastatori, membri della Rada Centrale, l’esercito della Repubblica Popolare Ucraina, le forze armate del Getmanato, l’UPA, l’OUN, i membri del Rukh Popolare fino al 1991.
Insomma tutto ciò che è accaduto dall’ottobre del 1914. “Da 100 anni – ha gridato Jurij Shukevic, figlio degno del padre nazista Roman, di fronte alla Rada – nei quali siamo stati in guerra contro l’imperialismo russo, contro l’occupazione russa”. La legge è stata presentata al parlamento ucraino da lui e dal direttore dell’Istituto della Memoria Nazionale, Vladimir Vjatrovic. Gli ha fatto eco il vice speaker della Rada Andrej Parubij, colui che guidò il pogrom antirusso del 2 maggio 2014 a Odessa: “E’ giunto il momento in cui tutti coloro che combatterono sotto la bandiera giallo-azzurra e il tridente siano riconosciuti come combattenti per l’affermazione dello stato ucraino”. Un altro deputato, Igor Moijsichuk, ha esaltato lo “storico momento” in cui viene ristabilita la giustizia storica, “quella che è stata calpestata dal 30 luglio 1941 fino ai giorni nostri”. Quella, cioè della Repubblica Popolare di Ucraina alleata col nazismo nella seconda guerra mondiale. E si è udito il grido del deputato Oleg Medunitsa: “Chi non voterà è un nemico dell’Ucraina, uno che lavora per l’aggressore”.
Si capisce subito in quale clima è avvenuta la “storica” votazione. Infatti tutti si sono levati in piedi, inclusa la presunta opposizione, i rappresentanti di una popolazione che è quasi per metà russa, mentre dichiarano la Russia e i russi come nemici irredimibili e eterni. Unanimità dei presenti: 254 voti a favore, nessuno contro, nessuno astenuto. Due banali considerazioni in proposito. Sarà interessante ora vedere come a Bruxelles verrà sostenuta la tesi di un prossimo ingresso dell’Ucraina nella Nato e nell’Unione Europea. Infatti si tratterà di portare in Europa un paese che cancella, con una legge, l’intera storia dell’Europa unita e della sue radici antinaziste.
In secondo luogo bisognerà ricordare ai nazisti ucraini che, se li dovessimo prendere sul serio, l’Ucraina attuale non esisterebbe più. La Crimea, per esempio, sarebbe russa, visto che a farla diventare ucraina è stato un atto “delittuoso” del “criminale” Nikita Krusciov. E tutte le regioni occidentali transcarpatiche, inclusa la gran parte della Galizia, non potrebbero fare parte dell’Ucraina, perché fu Stalin – noto criminale comunista – che, con una decisione altrettanto “delittuosa”, le incluse (patto Molotov-Ribbentrop), nei confini dello Stato Ucraino.
E l’Ucraina dovrebbe abbandonare il suo titolo di paese fondatore delle Nazioni Unite (e il suo posto come membro individuale dell’ONU): entrambi titolo e ruolo che ottenne come decisione dell’URSS, altrettanto “criminale” e, dunque, da cancellare.
Insomma: l’Ucraina di oggi, riconoscendosi nazista, cessa di essere lo stato che era quando cominciò Euromaidan.

dal sito giuliettochiesa.globalist.it/

Condividi questo articolo

Lascia un commento